Che l'Italia, che ha sottoscritto il trattato dell’ONU sui rifugiati politici del 1951 (lo "Statuto dei Rifugiati"), respinga sistematicamente i possibili rifugiati verso un paese (la Libia) che non lo ha sottoscritto è uno sporco escamotage per venire meno ai suoi impegni. Senza neppure arrivare a prendere in considerazione l'aspetto umanitario, almeno le altre nazioni firmatarie dovrebbero sentirsi truffate: gli accordi internazionali portano sempre qualche vantaggio e, nel caso dello "Statuto dei Rifugiati" è significativo il vantaggio in termini di reputazione di uno stato al cospetto degli altri; con questa condotta l'Italia ha perso non solo la reputazione guadagnata sottoscrivendolo ma sicuramente molta di più. Chi crederà più alla capacità o anche solo all'intenzione dell'Italia di tener fede alla parola data se per propria convenienza interna (per di più dubbia) cerca alla prima occasione di sottrarsi agli impegni presi?! Certamente questi accordi con la Libia prevedono, almeno nella forma, di vagliare se siano presenti casi che possono accedere all'asilo politico ma, delegando alla Libia il compito di ospitare i soggetti nell'attesa di un responso, l'Italia sta subappaltando una sua responsabilità ad un altro stato che non è vincolato a comportarsi all'altezza di come le altre nazioni firmatarie dello "Statuto dei Rifugiati" si aspetterebbero da lei, di fatto quindi venedo meno ai suoi impegni.
[Ispirato da varie letture, tra le quali questo articolo.]